MAGI Group: 15 anni di Ricerca e Sviluppo verso le molecole naturali

Lunedì 4 ottobre nella prestigiosa Scuola Grande di San Marco a Venezia abbiamo festeggiato i primi 15 anni di attività, con un Convegno che ha consentito a tante eccellenze del mondo scientifico italiano, continentale ed internazionale di aggiornarsi sui progetti portati avanti, di condividere pareri e risultati, ma soprattutto di disegnare nuove ed interessanti prospettive per l’avvenire.

La scelta della location non è casuale: la Scuola Grande di San Marco ha avuto un ruolo fondamentale sia per lo sviluppo del pensiero scientifico in senso lato sia per la fondazione di parte della Scuola di Medicina israelitica, presente con una delegazione al Convegno.

15 anni di attività, due giorni di confronto scientifico

Convegno Magi Quindici

Convegno Magi Quindici

Il congresso si è aperto con la relazione tenutasi dal Rabbino Mykhaylo Kapustin, uno dei rabbi di Bratislava. L’altissima autorità religiosa ha tenuto una lezione tanto complessa quanto prestigiosa: il filone conduttore dell’intervento è stato quello del “buono” e del “cattivo”. Un tema scelto per via della costituzione di un Comitato di Bioetica interno al nostro Gruppo, un organo che ha il compito di definire i confini dell’indagine scientifica. Il mondo contemporaneo, infatti, ha aperto scenari complessi, che meritano di essere analizzati pure da un punto di vista bioetico.

Quanto avanti può spingersi la scienza? Questo è il quesito che rischia di accompagnare il dibattito nei prossimi decenni ed è per questo motivo che abbiamo dotato il Gruppo di un comitato ad hoc che possa occuparsi di queste questioni da vicino, con l’apporto di scienziati, certo, ma anche di
umanisti.

Il nostro quindicinale è stato fondamentale per fare il punto sugli esiti scientifici delle tante ricerche che la realtà presieduta dal genetista Dottor Matteo Bertelli ha messo in campo nel corso di tutti questi anni. Inoltre, è stato importante per far capire alla comunità scientifica che sarà il settore biotech ad interessare le prospettive che il Gruppo ha stilato per il suo futuro e per quello delle collaborazioni poste in essere.

In questi due giorni di confronto tra le grandi menti della comunità scientifica, oltre ad aver affrontato argomentazioni in campo medico, è stato reso noto il rinnovo della nostra collaborazione con la Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale fondato da San Pio da Pietralcina.

Una collaborazione cui il dottor Bertelli tiene molto, soprattutto in nome delle finalità benefiche e dell’impegno scientifico che essa racchiude.

Chi ha partecipato al convegno ha avuto modo di ascoltare le riflessioni del professor Munis Dundar, presidente della Società Europea di Biotecnologie, del Professor Tommaso Beccari, che ha un ruolo attivo presso EBTNA e di altri attori del panorama scientifico internazionale nel campo delle biotecnologie, come il Professor Donald Martin ed il Professor Gary Henean.

La collaborazione con l’Università di Perugia
Una delle collaborazioni rilevanti sviluppate in questi anni è con il professor Tommaso Beccari dell’Università di Perugia, Ateneo attivo nella ricerca per comprendere se e quali interazioni esistano tra la genetica e l’obesità o l’anoressia.

“La scoperta di una componente genetica alla base dei DCA ci fa guardare alla malattia sotto un altro punto di vista. L’obiettivo finale potrebbe essere quello di sviluppare trattamenti più efficaci che ad oggi praticamente non esistono per pazienti con anoressia”, ha fatto presente Beccari durante le sue ricerche.

La strada è ancora lunga, ma a Perugia è stata costruita, intanto, una vera e propria banca dati che potrebbe rivelarsi decisiva per indagare possibili collegamenti tra disturbi alimentari e predisposizione genetica. Il che, come si comprende con facilità, comporterebbe una svolta nell’ambito genetico e scientifico.

La ricerca sul sistema linfatico: la collaborazione con il prof. Michelini Tra le collaborazioni attivate in questi primi 15 anni è sicuramente rilevante quella con il professor Sandro Michelini, un vero e proprio luminare in materia di sistema linfatico. Vale la pena ricordare come i nostri ricercatori e il professor Michelini abbiano, occupandosi di continuo tanto di Linfedema quanto di Lipedema, scoperto il primo gene mutato, che si chiama AKR1C1.

“È un momento ‘magico’, atteso da anni dalla comunità scientifica internazionale e, soprattutto, dalle tante pazienti che da oggi affronteranno il loro percorso diagnostico-terapeutico con più fiducia in sé stesse e nel loro futuro”, ha detto all’epoca della scoperta il professor Michelini.
Ma l’impegno è tutto fuorché terminato, la nostra collaborazione con Michelini sta progredendo, in materia di diagnosi e terapie delle malattie genetiche e rare del sistema linfatico, con ulteriori passi avanti e novità.

Le personalità italiane al Convegno
Presenti anche tante personalità italiane con le quali abbiamo avviato collaborazioni che sono già state in grado di apportare risultati innovativi di tutto rilievo: dal Professor Sandro Michelini, già Presidente della Società Italiana di Linfologia, con cui abbiamo fatto passi da gigante in materia di
Linfedema e di Lipedema, arrivando, oltre all’individuazione del gene responsabile nel secondo caso, a predisporre delle terapie mirate; il Professor Benedetto Falsini, del Gemelli di Roma, con cui ci siamo concentrati sulle malattie genetiche oculistiche che dipendono dalla retina, arrivando pure
in questa circostanza a risultati diagnostici e a trial clinici che hanno meritato l’attenzione della comunità scientifica. E ancora il Professor Pietro Chiurazzi, sempre del Gemelli di Roma, con il quale abbiamo sviluppato un lavoro importante in relazione al rapporto che intercorre tra l’obesità e l’anoressia ed i fattori genetici.

La delegazione da Israele
Tra coloro che hanno partecipato all’evento, vale la pena rimarcare la presenza di una delegazione proveniente da Israele: erano presenti sia il professor Prof. Shmuel Pietrokovski, del Dipartimento di Genetica Molecolare del Weizmann Institute of Science, sia il Prof. Robert Marks, del

Dipartimento di Ingegneria delle Biotecnologie della Ben-Gurion University of the Negev, Beer-Sheva, Israele, oltre che membro della International Bioethical Study Group.

Il futuro è Biotech
Si può dunque affermare che questo quinquennale è stato essenziale per comprendere l’obiettivo del nostro Gruppo: quello di guardare al futuro.
Il Ministero della Salute è stato chiaro sulle scienze ohmiche e sulle sfide che il sistema sanitario sta affrontando e che potrebbe dover affrontare nel prossimo futuro con il Covid-19. Le biotecnologie e la genetica, del resto, hanno già giocato un ruolo decisivo, durante la pandemia, tanto in materia di diagnosi quanto rispetto all’apporto fornito per lo sviluppo dei vaccini. Sulla scia di questa direzione, ci stiamo preparando al mondo che verrà, con gli strumenti migliori possibili.